Agorafobia come superarla.

Di Matusa Lemme scritto il 19/01/2019

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Oggi parliamo di un argomento molto conosciuto da chi soffre o ha sofferto di attacchi di panico: l'agorafobia. Come sempre ti ricordo che ne parleremo discorsivamente. Io non sono psicologo o medico, quindi, non ci saranno paroloni e cose difficili da capire.


Quello che, come sempre, mi preme è che tu capisca, e che, appena letto questo articolo la tua consapevolezza sia andata un pochino oltre. Infondo, è tutta una questione di consapevolezza.

Per primo, ecco cosa significa questa parola:"agorafobia". Deriva dal Greco, dall'unione di αγορά ovvero piazza e φοβία che vuol dire paura. Quindi paura della piazza? Si, ma si intende in senso più ampio: paura degli spazi aperti e vasti.

Si tratta di uno dei disturbi più popolari e conosciuti, sembra strettamente legato agli attacchi di panico. Come abitudine di chi scrive in queste pagine, ne parleremo in modo un po particolare. Sicuramente non scientifico o "professionale" ma esperienziale.

Nella psicologia si fa una notevole distinzione fra oggettivo e soggettivo, ma penso che quando discorriamo di mente, emozioni, sensi "superiori", nulla può ritenersi completamente oggettivo.




Tutto quello che vedi e che provi è una tua visione del mondo, come dice la Pnl 1"la mappa non è il territorio". Certo, bisogna ammettere che esiste una realtà che “accomuna la visione comune”, nelle forme, nelle dimensioni e i colori: per cui forse è meglio dire che la realtà è l'unione di visione interna e "soggettiva" ed esterna "oggettiva". Possiamo dire che la mappa è nostra, ovvero: abbiamo una visione "filtrata" della realtà, ma comunque ci basiamo su una struttura comune.

Una nuova visione non deve spaventarti, ma farti riflettere e aiutarti a diventare consapevole che non tutto quello che sai è necessariamente vero, e non tutto quello che non accetti e necessariamente falso. Io personalmente ho imparato a non giudicare, questo mi ha permesso di stare bene, oltre ogni pronostico e aspettativa.

Per capirci qualcosa, iniziamo da ciò che ci appare di questa agorafobia: i sintomi che ci portano a considerarla.


I sintomi dell’agorafobia sono comuni agli attacchi di panico, e sono:



Quindi, nulla di nuovo, la solita lista di sintomi ansiosi che trovi in ogni sito. Sintomi che conosci probabilmente bene, ed io come te. Non sono sicuro che tutti quelli che ne scrivono sanno cosa si prova, va bene, passiamo oltre.


Come uscire dall’agorafobia con un metodo curioso.


Io non credo alle categorie, lo dico sempre e sempre lo dirò. Mi posso sbagliare e chiedo scusa a chi ci fonda una carriera, perdonate la mia ignoranza.

Quello che posso dirti, caro agorafobico è quello che ti aspetti: vai dal dottore! Ma se questo non ti basta, e vuoi seguire il mio folle disquisire allora continua a leggere, c’è di che dilettarsi!

Premetto: è una tua scelta, di coraggio e follia che può farti correre il rischio di star bene, e di sembrare una pecora uscita dal gregge. Quindi se sei la pecora fuori dal recinto come me, ti descrivo una semplice tecnica energetica che può liberarti da questa “agorafobia”.


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I contenuti di questo link non sono e non sostituiscono l'intervento di personale professionista in tema di salute, se pensi che ti occorra rivolgiti ad un medico

 

Note

1Pnl: programmazione neuro linguistica

 

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Come superare l'agorafobia

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